IL TAPPETO E LA VENERAZIONE DELLA MADONNA
L’incontro “Il tappeto e la venerazione della Madonna” è nato dall’osservazione del tappeto in numerosi dipinti dedicati alla Vergine Maria.
Spesso considerato un mero elemento decorativo, in realtà il tappeto nei dipinti rappresenta uno spazio sacro e privilegiato ai piedi della Vergine, quasi a simboleggiare un tempio portatile; talvolta è anche un espediente dell’artista per far convergere lo sguardo sul soggetto sacro protagonista dell’opera. Nel Rinascimento i tappeti provenienti dall’Oriente erano oggetti preziosi e costosi, un vero e proprio status symbol che pochi personaggi erano in grado di possedere ed esibire, ecco allora che il tappeto, raffinato e lussuoso, viene raffigurato nei dipinti per sottolineare anche l’importanza della committenza. Ancora, nelle rappresentazioni della Madonna col Bambino, il tappeto può contribuire ad evocare un’atmosfera domestica, familiare e raccontarci il calore dell’abbraccio di una mamma.
Queste considerazioni ci hanno stimolato ad approfondire il significato del tappeto all’interno di un gruppo di opere di epoca tardomedievale. In alcuni dipinti di scuola senese del XIV e XV secolo dedicati alla venerazione della Vergine è talvolta raffigurata una particolare tipologia di tappeti con un’iconografia di tradizione armena, che artisti come Simone Martini, Lippo Memmi, Domenico di Bartolo, Giovanni di Paolo, Stefano di Giovanni (il Sassetta) e Sano di Pietro rappresentano con minime variazioni nell’arco di tempo che va dal 1317 al 1470. Si ipotizza che gli artisti abbiano potuto vedere e copiare uno dei tappeti appartenuti alla Vergine, giunto a Siena portato da profughi cristiani in fuga dalla Terrasanta dopo la caduta di San Giovanni d’Acri nel 1291.
I DOCENTI:
Diana Marcello, laureata in Conservazione dei Beni Culturali a Pavia, e Specializzata in Storia dell’Arte Moderna a Genova. Nel 2012 collabora con l’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Cuneo in occasione dell’apertura del Museo Diocesano di San Sebastiano. Dedica i propri studi a tematiche relative la produzione pittorica di argomento religioso. E’ tra le prime storiche dell’arte a Genova che affrontano lo studio delle analisi neuroscientifiche applicate all’arte con una tesi dal titolo “Le Neuroscienze applicate all’Arte” discussa nel 2010.
Paolo Perutelli, collezionista e studioso del tappeto, autore del libro “Il tappeto a Genova. Dalle Crociate al Novecento” ed. SAGEP 2025.
Informazioni pratiche:
Venerdì 6 marzo, 15.00
Fossano, Aula MAB, Via Vescovado 8
Ingresso libero
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Il corso è realizzato grazie ai fondi CEI 8x1000
PER INFORMAZIONI : www.museodiocesanocuneo.it, museocuneo@operecuneofossano.it | 353 2115569

